Home CNA Servizi alla comunità Pneumatici fuori uso, CNA: "Gommisti in crisi per il mancato ritiro da parte dei consorzi obbligati alla raccolta"

Pneumatici fuori uso, CNA: "Gommisti in crisi per il mancato ritiro da parte dei consorzi obbligati alla raccolta"

Andrea Corti-001Magazzini strapieni e rischio sanzioni per il principio del "chi inquina paga".

E' ormai da oltre un anno che tante imprese reggiane stanno affrontando pesanti disagi relativi alla raccolta dei pneumatici fuori uso. "Si stanno creando gravi disagi alle officine – dichiara Andrea Corti, Presidente provinciale CNA Servizi alla Comunità - costrette a lavorare con magazzini strapieni di pneumatici sostituiti che non vengono regolarmente ritirati dai consorzi obbligati alla raccolta. Come se non bastasse, i gommisti rischiano pesanti sanzioni per il mancato rispetto delle norme a tutela dell'ambiente".

Ma facciamo un po' di chiarezza sul meccanismo che dovrebbe regolare la gestione di questi rifiuti, individuando le relative criticità.

Gli pneumatici fuori uso sono uno di quei rifiuti, al pari ad esempio degli imballaggi, delle batterie, dei RAEE, per i quali, la normativa ambientale di riferimento applica il principio cosiddetto della responsabilità estesa del produttore. In sostanza, sulla base del dettato comunitario "chi inquina paga", viene assegnata una responsabilità particolare in capo al produttore iniziale del bene (in questo caso, il produttore di pneumatici); senza però superare la responsabilità che normalmente ricade in capo al produttore del rifiuto (in questo caso, il gommista).

L'applicazione di questo principio implica alcuni obblighi e regole normative che dovrebbero evitare che i pneumatici fuori uso vengano gestiti in maniera scorretta e al contempo massimizzare le opportunità di riuso, riciclo e recupero.

In concreto, nel momento della prima immissione dei pneumatici, sul costo di vendita viene obbligatoriamente applicato il cosiddetto contributo ambientale (e da qui deriva l'impatto per le tasche dei cittadini), che viene trasferito ai sistemi collettivi costituiti dai produttori dei pneumatici, i quali devono garantire la raccolta degli stessi (sulla base dei quantitativi di immesso al mercato che rappresentano), una volta giunti a fine vita.

"Un meccanismo che, sulla carta, nasce con l'obiettivo di tutelare l'ambiente ma che, a causa di una serie di inefficienze, in primis la scarsità dei controlli - continua Andrea Corti - ha fatto sì che i consorzi deputati alla raccolta, lamentando un quantitativo di pneumatici sul mercato superiore all'immesso al consumo, interrompessero la raccolta lasciando i magazzini dei gommisti carichi di pneumatici fuori uso, con evidenti conseguenze disastrose per la loro attività".

"Sono passati ormai 5 mesi dall'incontro con il Ministero dell'Ambiente - conclude il Presidente di CNA Servizi alla Comunità - durante il quale CNA Autoriparazioni Nazionale ha ribadito con forza la necessità di intervenire con urgenza per sanare le criticità esistenti e avanzato proposte per correggere una gestione che evidentemente non funziona come dovrebbe, ma a fine 2016 siamo ancora fermi!".

 
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