Gli orafi Cna lanciano l'SOS: "Servono maggiori tutele nei confronti del sistema bancario"
Il costo dell'oro s'impenna e, in tempi di crisi, i preziosi cedono il passo alla bigiotteria. A lanciare l'SOS sul settore orafo è CNA Artistico e Tradizionale che dà voce alle sempre crescenti difficoltà registrate dai suoi associati.
"Il valore dell'oro negli ultimi 10 anni è quintuplicato, passando dai 7euro al grammo del 2000 ai 35 di oggi - spiega la presidente provinciale di CNA Artistico e Tradizionale Antonella Borghi - è una corsa inarrestabile che ha cambiato radicalmente le abitudini dei consumatori e messo in ginocchio il settore. Gli acquisti sono sensibilmente diminuiti, l'oro non è più visto come un bene di rifugio, anzi: il trend adesso si è invertito e le restituzioni di preziosi per avere in cambio contanti sono sempre più frequenti".
La questione è molto complessa ed è la somma di diversi fattori, in primis la crisi economica. Le famiglie hanno una minore capacità di spesa e lo shopping di collier, gemelli e braccialetti d'oro precipita, anche quando si tratta di regali 'importanti'. Complici sono inoltre i furti in abitazione e gli scippi di collane e preziosi che si registrano con un'alta frequenza anche nella nostra città.
"Si sta perdendo il riconoscimento dell'oggetto prezioso artigianale, che rappresenta la durata nel tempo e il valore del ricordo, ovvero il meglio del Made in Italy - avverte la presidente Borghi - inoltre ai problemi che affrontiamo da anni, caro-affitti, caro-tasse e burocrazia, si aggiunge il caro-oro che scoraggia del tutto gli acquisti a favore della bigiotteria o degli articoli per la casa che invece stanno andando molto bene".
Di qui la richiesta di "tutele nei confronti del sistema bancario, come l'istituzione di un fondo di garanzia comune che ci permetta, tra le altre cose, di contenere i prezzi alla clientela". "Gli orafi - fa notare la presidente di CNA Artistico e Tradizionale - chiedono in prestito l'oro agli istituti di credito e, quando restituiscono il materiale non lavorato, sono costretti a pagare la differenza di prezzo tra il valore attuale e quello che l'oro aveva al momento del prestito. Solo negli ultimi 6 mesi il prezzo dell'oro è aumentato di 4 euro per grammo e dal 2007 praticamente raddoppiato. Ciò vuol dire che un artigiano che abbia ottenuto, nel maggio 2007 un prestito d'uso di 10 kg di oro, equivalenti al tempo a 177 mila euro, si trova oggi a dover restituire complessivamente 329 mila euro. Quasi il doppio. E' necessario arrivare a una maggiore tutela del settore".



