30 giugno 2010 - Piazza della Repubblica, Firenze - ore 11,00.
L'intero mondo del restauro si confronterà e avrà voce per difendere la propria dignità di fronte a questioni che mirano a colpire il lavoro, la qualità dello stesso e la professionalità delle persone che da anni si impegnano nella tutela e nella conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale.
L'UNESCO afferma che il peso dell'Italia nel patrimonio culturale detenuto a livello mondiale è di oltre i due terzi mentre i fondi che, a livello statale vengono investiti per la tutela di questa enorme eredità, sono rappresentati soltanto dallo 0,28% del bilancio totale dello Stato.
Oltre a ciò, la disciplina di qualificazione dei restauratori, entrata in vigore con il DM 53/09, predisposta dai vari Ministri dei Beni Culturali che negli anni si sono susseguiti, presenta alcune criticità, mancanze ed eccessive restrizioni. Tale disciplina appare inefficiente a ben valutare criteri di merito e di qualità del lavoro oltre a negare, attraverso ripidi percorsi burocratici, il riconoscimento di alte professionalità ad operatori che da anni si impegnano nella tutela delle nostre opere. Ancora viene negato il riconoscimento di percorsi formativi svolti anche da Istituzioni pubbliche e soprattutto vengono negati i percorsi di apprendimento della manualità presso le botteghe artigiane che da anni trasmettono sapere alle giovani generazioni e che da anni tutelano e conservano la nostra eredità.
Le istituzioni hanno fra i loro compiti quello di ascoltare le necessità, i bisogni e soprattutto le proposte dei cittadini e delle persone, prima che delle categorie organizzate. Migliaia di persone, di restauratori hanno negli scorsi mesi espresso il loro dissenso attraverso i più diversi strumenti ma non hanno ottenuto risposta alle loro richieste, non hanno ottenuto udienza, non sono stati ascoltati. Il Ministero dei Beni Culturali ha più volte dato la disponibilità ad un incontro ma tale apertura, espressa anche in risposte ad interrogazioni parlamentari, non si è mai trasformata in realtà, i restauratori hanno continuato a non essere ascoltati.
E' per questo che, il giorno della scadenza del bando di qualificazione che potrebbe estromettere dal mercato del lavoro centinaia e centinaia di persone esperte e qualificate, si è deciso di dar voce a coloro i quali non hanno avuto in questi mesi alcuna possibilità o alcuna soddisfazione nell'essere ascoltati.
Una voce importante che deve trovare riscontro e attenzione ai vertici dello Stato, di quello stesso Stato che deve salvaguardare il merito, la qualità e la professionalità delle persone che tutelano da sempre il nostro patrimonio. I restauratori in cambio chiedono il rispetto della loro dignità come persone prima e come imprenditori e professionisti poi.
CNA Artistico e Tradizionale e Confartigianato Restauro invitano gli operatori del restauro, le istituzioni, i media e la cittadinanza a partecipare a tale incontro per provare a dare sostegno e risposta alle migliaia di operatori che vivono questa situazione di disagio e che non vedono riconosciuti anni di studio, lavoro e qualificazione professionale.



