Nessuna polemica all'interno di UNATRAS e nessuno scricchiolio, ma solo unità nel dichiarare che il tempo è scaduto. Abbiamo fatto un buon lavoro ma i tempi delle imprese non sono i tempi della politica .
La tanto discussa pace sociale doveva servire a rendere funzionante l'impianto normativo scaturito dall'accordo del 17 giugno 2010.
L'autotrasporto italiano ha avuto molta pazienza.
Merita molta più attenzione di quanto la politica e la committenza gliene ha data fino ad ora.
La macchina è quasi completamente costruita!
Sembra una buona macchina, e su questo è innegabile riconoscere non solo la pazienza ,ma anche l'impegno delle Associazioni che, con la loro proposta e l'unità di intenti, hanno lavorato bene ma ora serve che il partner di percorso faccia la sua parte.
Come richiesto da Unatras, il Governo deve velocemente creare coordinamento tra i vari Ministeri per assemblare i pezzi pazientemente costruiti per rendere funzionante e competitiva questa macchina (riforma) che è tanto attesa dall'autotrasporto,ma se non ci sono i controlli sulle norme, nessuna riforma può avere successo. E' come se dicessimo alle aziende che l'impianto della norme di riforma del settore è molto buono ma viene garantita l'impunità per chi non le rispetta, soprattutto la nostra committenza.
Il Sottosegretario On.le Giachino ha tutto l'apprezzamento per gli sforzi fin qui fatti dopo la costruzione dell'intesa, che tutti hanno giudicato essere stata faticosa ma importante e costruita su questioni vitali per l'autotrasporto ed innovative dal punto di vista strategico.
Il giorno 30 p.v., oltre all'incontro per la ripartizione delle risorse, ci dovranno essere le risposte ai problemi posti da Unatras, compresa la questione gasolio e il problema delle assicurazioni, ricordando che il Comitato Esecutivo di Unatras ha dato mandato alla Presidenza di decidere un' eventuale disdetta della "Pace sociale" e di intraprendere qualsiasi iniziativa di carattere sindacale, compresa la proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto se venissero ulteriormente disattese le nostre istanze.
La mia richiesta è rivolta al Governo perché risponda, senza alcuna esitazione o dilazione, ai problemi posti da Unatras.
Ciò che sta accadendo, purtroppo, svilisce il ruolo e l'impegno delle Associazioni di rappresentanza di un mondo imprenditoriale che, chiede il rispetto delle regole e della legalità e che ha sempre dimostrato grande senso di responsabilità, anche aspettando 9 mesi per la soluzione di una vertenza che ora non ha più ragione di protrarsi nel tempo.
Alla mia Associazione chiedo di avviare immediatamente una diffusa campagna di confronto con le aziende e tra gli stessi dirigenti, con iniziative di consultazione e di comunicazione per una verifica dei risultati raggiunti, sulle ragioni delle inadempienze e sulla costruzione di strategie per il futuro, compresa, se necessaria, la richiesta ad Unatras della proclamazione del Fermo.
Il Presidente Nazionale FITA
Daniele Caffi



