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22 maggio
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Manovra Monti: il CUPLA appoggia la proposta della commissione lavoro

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Il CUPLA Provinciale, Coordinamento Unitario dei Pensionati del lavoro autonomo al quale aderiscono nella nostra Provincia sette Associazioni - CNA Pensionati, Anap-Confartigianato, Associazione Pensionati CIA, 50 & PIU' Fenacom Confcommercio, Federpensionati Coldiretti, Fipac Confesercenti e Sindacato Pensionati Confagricoltura - e che conta oltre 40.000 associati sul territorio, prende posizione sulla recente manovra del governo Monti.

Il CUPLA chiede in particolar modo modifiche al blocco delle indicizzazioni delle pensioni per adeguarle al costo della vita, appoggiando il voto bipartisan della Commissione lavoro della Camera che ha proposto di elevare a 1.400 Euro il tetto oltre al quale applicare il blocco dell' indicizzazione all' inflazione delle pensioni.

"Pur condividendo la necessità di una manovra correttiva per risanare l' economia del Paese che agisca secondo criteri di rigore, efficacia degli interventi, trasparenza - spiega Ettore Ghielmi, Presidente provinciale del CUPLA - riteniamo che la Manovra imponga pesanti sacrifici soprattutto ai pensionati. Non intendiamo sottrarci alle azioni necessarie per consentire il risanamento dei conti pubblici e ai sacrifici, ma ci saremmo aspettati azioni rivolte ad una maggiore equità nel prelievo, incidendo maggiormente sulle grandi rendite, sui costi della politica e sui tagli della spesa pubblica. Certamente, non è nel segno dell' equità la de indicizzazione delle pensioni che agirà sul 2012 e 2013, nella prima proposta del Governo Monti, per gli importi superiori ai 935 Euro e chiediamo che il tetto venga elevato perlomeno a 1.400 Euro, appoggiando la proposta della Commissione lavoro della Camera".

"Chiediamo pertanto - continua Ghielmi - che il Parlamento, in sede di conversione in legge del decreto Monti, modifichi questo provvedimento che penalizza i pensionati e alleggerisca le incongruenze e le iniquità in esso presenti. Per fare un unico esempio, tra tutti, con la prima proposta di indicizzazione ferma a Euro 935, un pensionato con una pensione di 1.000 euro mensili e una abitazione di proprietà, avrebbe visto sottratti alla propria disponibilità circa 650 euro tra maggiore addizionale IRPEF, IMU prima casa e mancata rivalutazione all' inflazione, senza considerare l' aumento delle accise. Il Governo quindi, prenda atto delle proposte della Commissione perché non siano soprattutto i pensionati a pagare, che vedono i loro trattamenti pensionistici perdere sempre di più il loro potere d' acquisto nel tempo".

"Apprezziamo, anche se piuttosto timidi - conclude - i provvedimenti per rilanciare l' economia citando in particolar modo gli sgravi alle imprese, il sostegno all' occupazione di donne e giovani attraverso sconti sull' IRAP, l'alleggerimento del costo del lavoro, alcuni tagli ai costi della politica. Confidiamo però che il passaggio alle Camere consenta di apportare significative correzioni nella direzione di una maggiore equità nel prelievo, incidendo meno sulle fasce più deboli della popolazione, come i pensionati, favorendo la ripresa del paese secondo i principi di solidarietà sociale".

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