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22 maggio
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Una borsa di studio per ridare un futuro ai vecchi mestieri manuali

conv_gattatico_01Al dibattito organizzato dal Comune di Gattatico, la CNA ha lanciato l'idea di una ricerca sul mondo delle professioni che rischiano di scomparire

Martedì 5 aprile a Gattatico, nell'ambito del ciclo d'incontri dedicato allo sviluppo economico e sociale del territorio, si è toccato un tema particolare ma di grande interesse: le prospettive, nella società del domani, delle tradizionali professioni manuali: il falegname, il fabbro, il meccanico, l'elettricista e così via.

Lo spunto della serata nasce dalla constatazione del progressivo venire meno di queste professionalità nell'ambito delle comunità e dei quartieri, che si traduce in un'assenza, sempre più avvertita, di servizi e di relazioni; contemporaneamente, si assiste, anche nelle realtà del nord, ai primi segnali di aumento della disoccupazione giovanile causati dalla crisi economica che ha travolto il nostro paese nella seconda metà del 2008.

L'idea è stata quella di aprire una riflessione sui modi possibili per ridare valore alla manualità del lavoro anche in un'epoca come la nostra, da più parti definita "l'era della conoscenza".

Attorno a questo stimolante tema si sono cimentati Tristano Mussini, presidente Cna di Reggio Emilia, Donatella Prampolini Manzini presidente provinciale di Confcommercio, l'imprenditore Marco Ferrari, antennista di Correggio già presidente dell'area CNA Padana Est, Elisa Giovannetti di Slow Food Emilia Romagna; Azio Minardi ha coordinato il confronto. Dopo il saluto dell'assessore alle attività produttive Tiziana Boniburini sono iniziati gli interventi, con Mussini che ha tenuto a ricordare il ruolo dell'artigianato nell'affermarsi, in tutto il mondo, di un modello produttivo emiliano, per rimarcare quindi la necessità che non vadano perdute capacità e competenze. Proprio il presidente provinciale di CNA ha evidenziato l'importanza di portare avanti un confronto con i giovani per fargli comprendere che la manualità non è meno "nobile" del lavoro intellettuale e che, al contrario, da alcuni mestieri manuali possono scaturire nuovi sbocchi professionali.

conv_gattatico_02La presidente di Confcommercio ha invece sottolineato come, dal paese di provincia ai quartieri cittadini si sta riscoprendo l'utilità e l'importanza del piccolo esercizio e del negozio artigianale che però, può stare proficuamente sul mercato, solo se è in grado di assumere appropriate caratteristiche commerciali.

Marco Ferrari nel raccontare la propria esperienza di piccolo imprenditore antennista ha voluto rappresentare una testimonianza diretta di come si possa ancora trasmettere saperi di padre in figlio e di quanto possa essere efficace far conoscere queste semplici, ma concrete esperienze, in ambito scolastico. La rappresentante di Slow food nel ricordare i vari progetti che l'associazione sta portando avanti per il recupero di manualità legate a specificità di prodotto ha posto l'accento su due aspetti: la passione e la convinzione culturale che devono sorreggere queste scelte professionali e il ritorno economico che qualità e tipicità possono dare.

Sono seguiti numerosi interventi da parte del pubblico, che pur rimarcando aspetti diversi convenivano sul comune denominatore della necessità di operare affinché, nell'ambito scolastico, nelle famiglie, nella società in genere si ristabilisse la dovuta considerazione verso la manualità, sia per l'intrinseco il valore nella crescita individuale, ma anche per la funzione sociale ed economica che certi mestieri possono svolgere. Per incentivare questi ragionamenti, il presidente provinciale di CNA ha formulato la proposta di istiituire una borsa di studio per una tesi di laurea che, attraverso indagini, dati ed analisi, sia in grado di approfondire l'argomento e di fornire ulteriori spunti sulle strategie da mettere in campo a livello provinciale per evitare il depauperamento di un patrimonio prezioso e insostituibile qual è il lavoro manuale in determinati settori produttivi.

 

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