Presentato il nuovo Codice Etico con un impegno esplicito degli associati a rifiutare ogni contatto con le organizzazione mafiose.
Malavasi: "Porteremo la proposta reggiana all'Italia"
Si è aperto nel segno dell'Unità, con l'Inno di Mameli e la consegna della "Mattonella tricolore" di Paolo Bardelli alle autorità presenti all'Hotel Astoria Mercure, il seguito convegno "CNA LEGALITA' - REGGIO EMILIA CHIAMA PALERMO - Perché la Legalità non solo si Predica ma si Pratica", studiato in collaborazione con Unifidi.
Il via ai lavori è stato dato dalla relazione del Presidente di CNA Reggio Emilia Tristano Mussini che ha presentato il nuovo Codice Etico dell'Associazione che per la prima volta in Italia chiama tutti gli associati a rifiutare, nero su bianco, ogni contatto con la criminalità organizzata. "Nel 2011 CNA Reggio Emilia ha deciso di rinnovare il proprio impegno di salvaguardia dell'economia e della società reggiana - ha detto il presidente Mussini - le mafie non sono più un'emergenza legata alla questione meridionale, ma un elemento strutturale del nuovo secolo: siamo la città del Tricolore, a maggior ragione dobbiamo lottare per liberare il nostro paese da questo giogo. Come CNA abbiamo iniziato la nostra lotta dai settori più a rischio, autotrasporto ed edilizia, ma ben presto ci siamo resi conto che i problemi coinvolgono anche il manifatturiero, soprattutto nell'abbigliamento, e il commercio, senza dimenticare l'abusivismo nel settore dell'estetica di cui ci siamo occupati a Bagnolo di recente. Sfida tra le sfide è ora il fenomeno cinese, che ci vede impegnati in una forte azione di coinvolgimento degli enti locali, attraverso incontri con i sindaci della provincia. E' vietato abbassare la guardia".
All'introduzione di Mussini sono seguiti i saluti delle autorità. "Non è più tempo di domandarsi se la mafia a Reggio c'è, perché c'è - ha detto Antonella De Miro, prefetto di Reggio Emilia complimentandosi con CNA per il costante impegno nel denunciare la presenza di infiltrazioni mafiose sul territorio - oggi l'Associazione rinnova il patto con gli associati e chiede loro un impegno a rispettare le regole che è in realtà un duplice impegno: per CNA significa verificare costantemente la trasparenza degli associati". "Il nuovo Codice Etico deve essere esteso all'intera regione Sicilia" ha detto poi il presidente di CNA Palermo Giovanni Casamento, "Il territorio emiliano-romagnolo è al fianco di Reggio Emilia nella lotta alle mafie" ha continuato Paolo Govoni, presidente di CNA Emilia Romagna. All'evento non è voluto mancare nemmeno il senatore Giuseppe Lumia.
Il convegno, voluto per analizzare nel dettaglio le azioni da intraprendere per lo sviluppo, l'etica ed il rispetto delle regole nell'ambito della legalità, è proseguito quindi con una tavola rotonda a cui hanno preso parte il Presidente nazionale CNA Ivan Malavasi da sempre impegnato sul fronte della denuncia e del comune impegno per l'affermazione della legalità, Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive dell'Emilia Romagna e Marco Venturi, assessore alle Attività Produttive della Regione Sicilia.
"La mafia in questi giorni è tornata a minacciare, a sparare, ha rialzato la testa? - ha chiesto il presidente nazionale di CNA Ivan Malavasi - pur avvertendo questo come una minaccia, voglio dare lettura diversa del momento: quando la mafia reagisce è perché si sente stretta, in questo uscire allo scoperto leggo anche una reazione della società, vuol dire che siamo sulla buona strada. La proposta di Reggio Emilia di inserire nel Codice un apposito articolo che chiede agli artigiani di rifiutare ogni contatto con la mafia, è una delle azioni positive che possiamo e dobbiamo mettere in campo: lavoreremo perché questo suggerimento venga colto anche altrove". "Quella contro la mafia è una sfida che parte dalle nostre case, dall'educazione dei nostri figli" ha commentato l'assessore Muzzarelli, seguito dal collega Venturi che scendendo nello specifico ha denunciato il fenomeno del cosiddetto ‘pizzo': "E' un problema diffuso nell'agricoltura, nell'edilizia e nel commercio, che umilia i lavoratori. Non bisogna fermarsi, stiamo procedendo con le confische scontrandoci con i poteri forti della Sicilia, combattendo contro minacce, pettegolezzi e isolamento: la legalità si costruisce mattone dopo mattone e con coraggio".
