Lo dice l'osservatorio CNA della Piccola Impresa
Nel secondo semestre 2010 in provincia sono cresciuti il fatturato in conto terzi e le spese per retribuzioni e consumi. In negativo gli investimenti.
A Reggio il 2010 si è chiuso nel segno dell'ottimismo, anche se la ripresa non riesce ancora a manifestarsi nel dato delle vendite e degli investimenti. Il quadro del secondo semestre 2010 è fornito da TrendER, l'Osservatorio congiunturale della micro e piccola impresa (da 1 a 19 addetti) realizzato da CNA Emilia Romagna e Banche di Credito Cooperativo con la collaborazione scientifica di ISTAT sui bilanci di 5.040 imprese associate in regione.
I dati relativi alla nostra città svelano che il 2010 si è chiuso con un'ulteriore diminuzione tendenziale del fatturato totale (-1,1%) ma la componente realizzata dal conto terzi è cresciuta (+3%) come sono cresciute ulteriormente le spese per retribuzioni (+9,5%) e quelle per consumi (+13,8%). Decisa la diminuzione degli investimenti (-22.1%) se pur dovuta all'elevato livello registrato alla fine del 2009. In sintesi, i segnali di risveglio non mancano, tanto che per le attività manifatturiere e del terziario (rispettivamente +5,3% e +3,2%) la ripresa è già diventata realtà.
Sono gli stessi imprenditori reggiani, come rivelato dell'indagine qualitativa effettuata dall'Istituto di ricerche sociali e marketing Freni di Firenze su un panel di piccole e medie aziende associate della regione (da 5 a oltre 100 addetti), a dichiarare che l'anno 2010 si è chiuso in ripresa. Il 13% degli intervistati infatti dice che c'è stato un deciso aumento nella produzione e anche il 30,4% segna un lieve aumento. Il 17,4% invece dichiara che l'andamento è stato stazionario, così come per gli ordini e le commesse.
In relazione alle previsioni per il primo semestre del 2011, il 13% ha dichiarato di aspettarsi un'ulteriore accelerazione delle commesse, mentre il 39% ha ipotizzato un lieve aumento, il 13% un andamento stazionario e il 21% un lieve rallentamento.
Analizzando le risposte date poi si evince come i reggiani non abbiano molto fiducia in un'evoluzione in positivo dell'economia nazionale nel breve periodo. Nessuno infatti prevede un deciso miglioramento, il 17,4% ipotizza un lieve miglioramento, il 43,5% dice che la situazione resterà stazionaria e il 39,1% che rallenterà ancora. Più rosea la prospettiva a livello regionale: il 26% degli intervistati prevede un miglioramento più o meno deciso, il 60% ipotizza che la situazione resterà stazionaria e solo il 13% che rallenterà.
I fattori di maggior crisi per le imprese, vengono individuati nel modo seguente: ritardo dei pagamenti da parte dei clienti (65%), carenza della domanda nazionale (56,5%), eccessivo costo del lavoro (87,8%), prezzi delle materie prima (43%), costi finanziari (34%).
I reggiani che hanno investito nel secondo semestre 2010 ed intendono farlo anche nel 2011 sono il 17,4%, non ha investito ma prevede di farlo il 34,8%, ha investito nel 2010 ma non prevede di farlo nel 2011 il 26,1%, non ha investito nel 2010 non intende farlo nel 2011, 21,7%. Gli investimenti si prevedono soprattutto in innovazione tecnologica (34,8%) e formazione (26,1%) ma anche in innovazione organizzativa (21,7%).
E dalla crisi quando usciremo? Meno pessimisti di sei mesi. Per qualcuno la crescita è anche se timidamente ripartita (7%), per il 34 % è ancora lontana, per il 43% si può ipotizzare che tra un anno, un anno e mezzo la situazione possa essere recuperata.
EMILIA ROMAGNA, IL QUADRO. I dati regionali dell'osservatorio TrendER di CNA mostrano che sul piano della domanda, il 2010 si chiude con una ripresa di tono del fatturato totale che segna un progresso del 4,5% rispetto al fatturato registrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Non si tratta tuttavia di una ripresa tale da riportare il livello del fatturato totale ai livelli pre-crisi, né il profilo del fatturato complessivo mostra di migliorare in modo tale da consentire previsioni di un rapido recupero. Il fatturato estero continua a presentare una dinamica decisamente negativa. La quota di fatturato risulta ancora una volta in diminuzione (-18,7%) e tale processo, avviatosi già dal 2007, si conferma ininterrotto da 5 semestri. Il deterioramento delle vendite dirette all'estero è dunque sistematico e costituisce ormai, un segnale preciso di calo di competitività. Il fatturato realizzato per conto terzi registra una ripresa di tono più decisa rispetto al dato totale. La quota di fatturato conto terzi si accresce ulteriormente e la timida inversione di tendenza del fatturato totale risulta, quindi, espressione soprattutto di questa rivitalizzata componente. La dinamica degli investimenti, non segue quella del fatturato ed il loro livello ristagna rispetto a quello della prima metà dell'anno, ridimensionandosi decisamente (-18,2%) rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2009. Sul piano dei costi, riparte la spesa per retribuzioni (+2,9) e continua a crescere decisamente quella per consumi (+7,0); la dinamica di crescita delle principali voci di costo, conferma i segnali di ripresa, ma indica che l'occupazione non sale al ritmo dell'attività produttiva, anche perché non si era ridimensionata pesantemente nelle fasi più acute della recessione. Calano ulteriormente in termini tendenziali, le spese per formazione (-9,2).
SETTORE PER SETTORE. Relativamente ai macrosettori, gli indicatori mostrano come il manifatturiero abbia accelerato nel secondo semestre dell'anno, il processo di ripresa del fatturato avviato ad inizio anno; l'incremento tendenziale del secondo semestre 2010 è rilevante (+13,6%) ma al ritmo di crescita che si registra, occorreranno anni per riportarlo ai livelli pre-crisi. Tra i settori della produzione, è la meccanica a segnare un ulteriore incremento (il fatturato totale cresce rispetto allo stesso periodo del 2009 di quasi il 20%). Migliorano lievemente gli investimenti rispetto alla prima parte dell'anno, ma restano inferiori nettamente (-38,6%) al picco registrato a fine 2009. Nel legno-mobile riprende a crescere il fatturato complessivo (+2,4%) e, il fatturato interno mostra segnali di miglioramento leggermente più decisi (+4,6%) mentre la componente estera perde terreno. Il fatturato conto terzi cresce meno (1,8%), a dimostrazione che in questa fase è la componente del conto proprio che svolge un ruolo trainante. Dopo la notevole ripresa registrata nel primo semestre, l'ammontare degli investimenti si assesta su livelli relativamente elevati e comunque assai superiori a quelli registrati nel corso della crisi, lasciando ben sperare circa le prospettive di ripresa (74,9%). La ripresa del fatturato si affaccia finalmente anche nel sistema moda con una crescita (+5,5%) che risulta trainata dal conto terzi (+8,2%) ma sostenuta anche dalla domanda estera; a crescere meno della componente complessiva è il fatturato interno (+4,1%). In ripresa gli investimenti (55,9) soprattutto in impianti e macchinari (55,0). Ristagna ancora il fatturato negli alimentari, dove non decolla il fatturato totale (-1,2) e quello conto terzi si stabilizza (-1,4%) sulla quota già raggiunta. Continuano a calare in linea tendenziale gli investimenti complessivi (-27%). Nei servizi alle famiglie e alle persone si registra una debole ripresa del fatturato sia in termini congiunturali che tendenziali (0,7%) , mentre continuano a crescere gli investimenti (+19,1%), anche se l'ammontare delle risorse investite resta al di sotto del 40% di quelli di inizio 2005. L'andamento del fatturato migliora più decisamente nei trasporti (+4%) e raggiunge il valore più elevato del dopo crisi. La dinamica degli investimenti risulta in deciso calo (-20,2%), ma si tratta di un ridimensionamento che fa seguito ad una crescita che ha caratterizzato due semestri consecutivi. Nel settore riparazioni veicoli, l'anno si chiude con una ripresa del fatturato complessivo (+4,8) che si può configurare come la fine degli effetti della crisi per il settore: la crescita è infatti sia tendenziale che congiunturale e pone fine ad una lunga sequenza di diminuzioni tendenziali consecutive negli ultimi 6 semestri. Gli investimenti, pur ridimensionati nel secondo semestre si mantengono ben al di sopra del livello registrato nel 2009. Nessuna tendenza alla ripresa invece per le costruzioni che continuano ad attraversare una fase di stagnazione. Prosegue il ridimensionamento tendenziale del fatturato (-2,7%) mentre riprende a crescere il fatturato conto terzi (+2,4%) la cui performance non risulta tuttavia tale da compensare il forte calo del conto proprio. Ristagnano gli investimenti (1,1%) proseguendo in un processo di sistematico ridimensionamento che ha interessato le imprese del settore sin dal 2005 e che si è interrotto solo nel 2008.
