Si moltiplicano le iniziative anche a livello provinciale
In Emilia Romagna diminuiscono i prestiti, dal 7,4% al 4,2%. Lo attesta l’Osservatorio regionale sul credito. Un rallentamento segnalato dal 43% delle imprese; confermato da Bankitalia, che per la regione rileva a marzo 2009, un calo al 4% rispetto all’11,2 di giugno 2008. Uno dei motivi di questa flessione va ricercato nelle regole stabilite da Basilea 2. “Condizioni che - come rileva Gabriele Morelli, Segretario di CNA Emilia Romagna - anziché agevolare le imprese, le penalizzano, specie quelle più piccole con meno di 20 addetti. Per quanto riguarda il costo del denaro, pur in presenza di una situazione che in Emilia Romagna risulta migliore di quella nazionale, (Il costo del denaro a breve è circa la metà. Il salvo buon fine ad esempio in Emilia Romagna raggiunge al massimo la quota del 4% a fronte dell’8% a livello nazionale), crescono le preoccupazioni dei nostri imprenditori per un ulteriore peggioramento ed il timore che gli istituti di credito continuino a “centellinare” risorse, aumentare le garanzie richieste, faticando ad erogare finanziamenti, ritardando così la ripresa”.
A questa situazione ha inteso rispondere CNA, che insieme ad altre associazioni di categoria, ha rinnovato proprio in questi giorni la convenzione con le principali banche della regione. Importanti le condizioni previste: oltre a regolamentare il costo del denaro e della gestione dei conti correnti, la convenzione interviene anche sulla tanto discussa “Convenzione di Massimo Scoperto”, oggi conosciuta come Commissione Disponibilità Fondo. “Questo - sottolinea Daniela Magni responsabile Area economica di CNA Emilia Romagna – comporta che rispetto ad un tetto massimo previsto dalla legge anti-crisi nella misura dello 0,50, in Emilia Romagna le imprese associate a CNA, possano avere un contenimento del tetto massimo nel range 0,15 - 0,40 a seconda della fascia di rating attribuito”.
Anche a livello provinciale, dopo aver costruito accordi ed intese con gli istituti di credito,le istituzioni, gli altri soggetti di rappresentanza economica e sociale, CNA si è attivata per trasformare il prorio impegno in una vera e propria task force per affrontare e , nel limite del possibile rimuovere, i principali ostacoli alla ripresa rappresentati dal credito e dalle problermatiche occupazionali delle aziende ad esso in qualche modo collegate.
“Una vera e propria “force de frappe”- spiega Tristano Mussini, Presidente Provinciale CNA- rappresentata da i settori di punta di riferimento con un ordinamento procedurale predefinito,un controllo sugli interventi e sui risultati ed il governo diretto della Presidenza provinciale deputata a tradurre in operatività sul territorio gli accordi nazionali, a stipularne di nuovi localmente in materia creditizia, a favorire la gestione e la definizione degli accordi in termini di occupazione attraverso gli strumenti operativi e le risorse più opportune, patrimonio della cna.”
Oltre alla Convenzione ed a queste ulteriori iniziative , CNA continua a mettere a disposizione delle imprese associate i propri uffici di consulenza presenti su tutto il territorio regionale, per orientarle e rendere loro più facile e meno oneroso l’accesso ai finanziamenti.
Le Associazioni firmatarie e le banche aderenti al COBAPO sigleranno nei prossimi giorni la convenzione presentandone in ogni dettaglio le condizioni in una conferenza stampa.
