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martedì
22 maggio
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Crisi. Dal Centro Studi CNA: ci sono segnali di ripresa, ma servono misure concrete.

La fase peggiore della crisi sembra superata ma non è certo alle spalle e le imprese, soprattutto le Pmi, lamentano una generale insoddisfazione verso le banche e l'azione del governo e chiedono misure concrete. Sono queste le indicazioni emerse dall'indagine "Barometro della Crisi" del Centro Studi della CNA Nazionale illustrate durante la seconda giornata dell'Assemblea Nazionale Elettiva. In sintesi, l'indicatore del terzo trimestre che misura le condizioni economiche a consuntivo, per le micro e piccole imprese, si è attestato a -22,7 dal precedente -24,7. La previsione per il quarto trimestre presenta invece una risalita di circa 12 punti, che porta il 'Barometro' a -10,4. Secondo gli imprenditori intervistati, nell'ultimo trimestre dell'anno si assisterà a un sostanziale miglioramento del quadro congiunturale complessivo e non è da escludere una prima inversione del ciclo negativo già nei primi mesi del 2010. L'indagine ha però evidenziato una marcata insoddisfazione dei piccoli imprenditori verso lo Stato e le banche. "La stretta creditizia, in particolare - ha detto Enrico Amadei Direttore DVN Economica e Sociale -, secondo gli imprenditori può bloccare la ripresa" e la crisi è resa sempre più acuta dai crescenti ritardi nella riscossione dei crediti commerciali. Anche per questo servono tempi certi e veloci per i pagamenti della P.A. e la CNA si sta facendo promotrice di una legge a questo scopo. Per gli ultimi mesi dell'anno, particolarmente incoraggianti appaiono i recuperi attesi della produzione e del fatturato, che dovrebbero riflettersi in una marcata riduzione delle perdite di esercizio.
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