Friday, November 16, 2018
Unatras scrive al Ministro Toninelli
Riportiamo la lettera inviata da FITA e dalle altre associazioni aderenti a UNATRAS al Ministro Toninelli.
 
Lo scrivente coordinamento unitario delle Associazioni dell’autotrasporto merci con la presente intende evidenziare la necessità di risposte per la categoria alle questioni poste nel corso dell’ultimo incontro al Ministero dei Trasporti, avvenuto ormai più di un mese fa.
 
Unatras, nello specifico, pur apprezzando la disponibilità del Governo alla ripresa del tavolo di confronto, ha posto precise richieste sulle quali il Viceministro Rixi si è impegnato a fornire risposte, in particolare sulle tematiche più urgenti:
 
- l’eliminazione del previsto taglio del 15% al rimborso accise sul gasolio;
- l’affidamento anche alle officine private delle revisioni dei mezzi pesanti, così da garantire la sicurezza e smaltire l’inefficienza delle Motorizzazioni;
- la previsione di un fondo per il rinnovo del parco veicoli per garantire i più alti standards ambientali e di sicurezza stradale;
- il riordino della normativa sui trasporti eccezionali;
- l’implementazione di controlli specifici per il contrasto alla concorrenza sleale;
- la ripubblicazione dei valori di riferimento dei costi di esercizio;
- la certezza dei tempi di pagamento.
 
Alle questioni già sul tappeto, purtroppo, si è aggiunta negli ultimi giorni una problematica con gravi ripercussioni sul comparto. Apprendiamo con profondo rammarico dell’approvazione di un emendamento all’articolo 16 comma 1 del Decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109 (DL Emergenze) che, riformulando la definizione dei soggetti obbligati al versamento del contributo all’Authority dei Trasporti, di fatto estenderebbe il campo di applicazione anche alle imprese di autotrasporto.
 
Dunque, anziché semplificare la vita delle aziende del settore e chiarirne definitivamente l’esclusione dall’ambito di attività dell’ART, come auspicato anche a seguito della sentenza della Corte Costituzionale e della successiva giurisprudenza, che hanno visto soccombere le ingiustificate pretese della suddetta Authority nei confronti dell’autotrasporto, un improvvido atto legislativo darebbe facoltà all’ART di pretendere un contributo di funzionamento nonostante sia accertato che il settore sia liberalizzato. Il comparto dell’autotrasporto, infatti, non è soggetto ad alcun regime di esclusiva o di diritti speciali e l’accesso al mercato dell’autotrasporto risponde a precisi requisiti previsti dalla normativa di settore.
 
Tale modifica normativa da un lato determinerebbe l’introduzione di una nuova insopportabile tassa a carico degli autotrasportatori, che già versano una quota annuale ad Organismi che svolgono specifici compiti per il settore (Comitato Centrale dell’Albo Autotrasporto e Autorità Antitrust) e dall’altro produrrebbe:  l’ulteriore delocalizzazione all’estero delle imprese di autotrasporto, la destrutturazione delle stesse per non rientrare nei fatturati a base del calcolo del contributo, l’aumento del conflitto intercategoriale tra i titolari di autorizzazione conto terzi ed i titolari di licenze in conto proprio, l’incremento del contenzioso giudiziario con l’ART sui temi delle competenze e delle attività attribuitele dalla legge.
 
L’Unatras, pertanto, chiede la convocazione di un incontro urgente per un confronto di merito e si riserva di valutare all’interno dei propri organi, che si riuniranno entro fine mese, le decisioni conseguenti.