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Fatturazione elettronica, tempi e costi non sostenibili per le imprese

Giorgio Lugli 2Giudizio negativo dalle imprese che già la utilizzano verso la PA. Dal 1 gennaio 2019 scatta l'obbligo anche per le fatture tra imprese. CNA pronta con il servizio di assistenza

La notizia è nota, ma non con la diffusione che meriterebbe, visto che avrà un impatto su tutte le imprese, grandi e piccole, anche se saranno queste ultime a pagarne più pesantemente gli effetti. Stiamo parlando della fatturazione elettronica, che dal 1° gennaio 2019 sarà obbligatoria nelle transazioni commerciali tra tutte le imprese, misura che ha il condivisibile obiettivo di ridurre l'evasione fiscale.

Si tratta di una passaggio epocale che coinvolgerà sia gli imprenditori nella fase di emissione della fattura sia gli intermediari nell'erogazione dei servizi fiscali.

"Un adempimento che metterà a dura prova le aziende, soprattutto perché il nuovo obbligo scatterà immediatamente, senza alcun periodo di sperimentazione, che invece riteniamo fondamentale per andare a regime con questa normativa. Ecco perché anche in questo caso parliamo di un fisco lontano dalle imprese e di una burocrazia tutt'altro che semplificata, non solo da un punto di vista strettamente economico, ma anche per le modalità dei vari adempimenti" commenta il Presidente CNA Reggio Emilia Giorgio Lugli.

Il problema, secondo l'Associazione, è reso ancora più grave dal fatto che questo obbligo è ancora sconosciuto alla stragrande maggioranza delle imprese, mentre le aziende che utilizzano già la fattura elettronica per i lavori con la PA ne danno un giudizio unanime a dir poco negativo.

"Una procedura, burocraticamente parlando, molto complessa. E' difficile gestire la pratica, al minimo errore non c'è possibilità di correggerlo ma occorre rifare tutto da capo. In questo modo i tempi si allungano esponenzialmente e se non ci sono importi considerevoli da fatturare c'è il rischio anche di rimetterci, considerando i costi di gestione". E' la testimonianza di Mauro Montecchi della Ferramenta Upil.

Parere non favorevole anche dalla Bertoletti Legnami: "Capita che il sistema si blocchi e di impiegare due ore per registrare una fattura. Se estenderanno l'obbligo della fatturazione elettronica per tutte le transazioni commerciali sarà il caos e le aziende saranno costrette ad assumere personale che si occupi esclusivamente di questo con costi aggiuntivi notevoli che non tutti sono in grado di supportare".

Considerazione sostenuta con forza anche dall'azienda Reggio Diesel: "E' a tutti gli effetti un doppio lavoro. Noi registriamo un centinaio di fatture elettroniche all'anno e c'è da diventar matti. Un piccolo artigiano deve per forza rivolgersi a un commercialista se non ha una persona in più solo per la fatturazione".

Attualmente la CNA reggiana segue direttamente la fatturazione fiscale, oggi obbligatoria nei confronti della Pubblica Amministrazione, di oltre 300 imprese, ma dal 2019 questo obbligo rischia di coinvolgerne oltre 8mila, tutte quelle che commerciano tra di loro. E stiamo parlando solo delle aziende associate a CNA. L'obbligo, infatti, sarà sicuramente relativo alle cosiddette fatture B2B, mentre per le fatturazioni fra aziende e i privati mancano ancora alcuni elementi importanti, come la modalità di ricezione da parte dell'Agenzia delle Entrate.

"CNA è pronta sin d'ora a supportare le imprese in questo servizio – sottolinea il presidente Lugli - in particolare quelle più piccole e con un autonomia amministrativa limitata, aiutando anche le aziende in termini gestione grazie all'immediata disponibilità di dati, ma questi numeri spiegano perché sia giustificata la richiesta di un rinvio della scadenza fissata 1 gennaio 2019, con l'introduzione di un periodo di sperimentazione che permetta alle imprese di testare l'intero sistema".

L'Associazione chiede, inoltre, che venga costruito un metodo di recapito alternativo alle fatture elettroniche, nel caso si blocchi il sistema dell'Agenzia delle entrate; che le imprese abbiano la possibilità di indicare la PEC (posta elettronica certificata) del proprio intermediario sia per ricevere le fatture passive sia per le fatture attive; e che la data di emissione della fattura sia quella indicata dalla fattura stessa, senza porre termini per la generazione della fattura.

"Insieme all'avvio graduale, occorre eliminare da queste procedure la firma elettronica conclude il presidente della CNA reggiana - riducendo all'osso le informazioni necessarie alla compilazione corretta e completa della fattura elettronica. Su richiesta delle imprese, infine, lo Sdi (Servizio di interscambio digitale dell'Agenzia delle Entrate) dovrà trasmettere le fatture anche agli intermediari e fornire gratuitamente il servizio di archiviazione elettronica delle fatture per tutti i fini fiscali e civilistici. Sarebbe un primo passo verso una semplificazione concreta e condivisa che attualmente trova parecchie contraddizioni in numerose altre complicazioni e penalizzazioni che gravano sull'insieme. Pensiamo allo split payment, al reverse charge, alla ritenuta dell'8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili, tutte operazioni costose sia dal punto di vista amministrativo che finanziario".

 
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