Thursday, April 30, 2020
CNA e Confartigianato mettono a punto protocollo benessere per possibile riapertura anticipata dei servizi alla persona CNA Reggio Emilia e Lapam Confartigianato Reggio Emilia in campo per difendere il settore della cura della persona, costretto a un ulteriore mese di chiusura.

Il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, sin dalle prime fasi della pandemia, ha compreso e condiviso le priorità dettate dall’emergenza sanitaria, rispondendo con spirito di servizio e con grande sacrificio alle decisioni prese dal Governo e dalla Regione Emilia-Romagna per contenere l’emergenza.

Con lo stesso spirito, i vertici regionali delle due Associazioni questa mattina hanno incontrato in videoconferenza l’Assessore regionale allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione Vincenzo Colla, al quale hanno consegnato le linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere condiviso da CNA, Confartigianato, CGIL, CISL, UIL dell’Emilia-Romagna e i consigli di buone prassi elaborati dai dirigenti imprenditori.

Un vero e proprio “manuale” per la ripartenza del settore, un testo che si prefigge l’obiettivo definire le regole necessarie per anticipare l’apertura di acconciatori e centri estetici.

Regole che garantiscono la massima sicurezza di clienti e lavoratori, che da oggi sono sul tavolo della Regione impegnandola a farsene portavoce con il Governo per scongiurare la morte di migliaia di imprese, con conseguenze occupazionali ed economiche drammatiche, che non possono reggere un ulteriore mese di inattività.

“Con la consegna delle linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere – dichiara il direttore generale CNA Reggio Emilia Azio Sezzi - abbiamo dimostrato che gli imprenditori del settore sono pronti a riaprire anticipando la data ipotizzata del primo giugno. Siamo soddisfatti che l’Assessore Colla abbia compreso la nostra volontà e accolto le nostre istanze nell’ottica della formulazione di un protocollo nazionale. Una riapertura delle attività di cura della persona non solo darebbe di nuovo la possibilità di occupazione, ma avrebbe anche un indubbio riflesso psicologico positivo dopo questo lungo periodo di apprensione e limitazioni. Infine, ma non secondaria, c’è la questione dell’abusivismo che sta toccando tutte le città della regione e che, come noto, è un fenomeno che sottrae slealmente risorse a chi rispetta le regole, oltre ad essere un possibile veicolo di contagio fuori da ogni controllo”.

“Il protocollo che abbiamo presentato congiuntamente – aggiunge il segretario Lapam Confartigianato sede di Reggio Emilia Roberto Prearo - è il frutto di un’attenta analisi e di un confronto con gli esperti sanitari e con operatori del settore che ha messo al centro la sicurezza delle persone. Gli imprenditori del benessere sono perfettamente in grado di ripartire adottando queste misure, che si rivelano più stringenti di altri settori. Fra queste, figurano l’adozione di tutti i presidi di sicurezza individuale, i camici monouso, la sanificazione di ambienti e attrezzature, specificando anche la tipologia delle sostanze da utilizzare, la delimitazione degli spazi. Oltre a questo, vengono fissate regole di gestione precise, come la possibilità di ricevere per appuntamento, il numero di persone consentite in funzione della metratura, delle prassi di distanziamento sociale e della tipologia di trattamento che si va a eseguire”.

Il “peso” del comparto benessere. Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti in Italia, partecipa in maniera determinante all’economia del Paese, oltre a essere essenziale per garantire il benessere, la cura della persona, e quindi la dignità della popolazione. Il comparto conta, in Emilia Romagna, 12 mila imprese (di cui quasi il 90% artigiane) che danno lavoro a oltre 23 mila addetti.