Cos'è il regime forfettario


Regime Forfettario 2022

Obbligo della fattura elettronica SÌ o NO?

 

NOVITÀ in campo di Fatturazione Elettronica per chi si trova in Regime Forfettario.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL 36/2022 (Decreto PNRR) è previsto dal  1° luglio 2022 l’avvio scaglionato dell’obbligo di emissione della Fattura Elettronica anche per i soggetti finora esonerati.

I forfettari che non hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro saranno obbligati all’emissione della fattura elettronica a decorrere dal 1° gennaio 2024. Resta la facoltà di poter già procedere con l’emissione della fattura elettronica in luogo di quella cartacea.

Si precisa che l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica non impatta sul divieto di emissione della fattura elettronica per i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie verso soggetti privati, in quanto per tali operazioni la fattura dovrà, comunque, essere emessa in modalità cartacea.


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IL REGIME FORFETTARIO

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  1. I ricavi e compensi dichiarati non possono superare i 65.000 euro (indipendentemente dall’attività svolta).
  2. Le spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti non devono superare i 20 mila euro lordi.
  1. Svolgimento di attività nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso o erano in corso nei due precedenti periodi di imposta rapporti di lavoro, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro. Sono esclusi coloro che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di un’attività professionale;
  2. Percezione nell’anno precedente di reddito di lavoro dipendente o assimilati eccedenti 30.000 euro. Tale verifica è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato;
  3. Partecipazione a società di persone, associazioni o imprese familiari di cui all’art. 5 del TUIR;
  4. Controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle da lui svolte;
  5. Svolgimento di attività particolari oltre a quella di artigianato, commercio o professione ricadenti nei c.d. “regimi speciali iva” (ad esempio: agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis DPR. n. 633/72; rivendita di sali e tabacchi/ (art. 74, comma 1, DPR. n. 633/72); rivendita di beni usati, oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (regime del margine - art. 36 del DL. n. 41/95);
  6. Il contribuente risiede in Italia o in uno Stato UE o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e produca in Italia almeno il 75% del reddito complessivo.

La scelta in genere va fatta dai primi giorni del nuovo anno in modo da evitare errori sull’applicazione dell’Iva e della ritenuta; la scelta diventa vincolante con la scadenza della liquidazione Iva, passaggio da saltare per i forfettari. 

Per determinare il reddito nel regime forfettario bisogna sommare i ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta considerato: al reddito è applicato un coefficiente di redditività, che tiene conto delle spese applicate in modo forfettario in modo diversificato a seconda dell’attività svolta. All’imponibile è applicata un’imposta sostitutiva del 5% in caso di neo impresa, del 15% dopo i 5 anni di attività.

Per quanto riguarda gli adempimenti contabili, i contribuenti forfettari sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Operano in un regime di franchigia dell’Iva, e sono quindi esonerati da buona parte degli adempimenti previsti dalla normativa sull’imposta sul valore aggiunto, incluso, al momento in cui si scrive la fatturazione elettronica.

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Webinar del 08/02/2022


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